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È indispensabile riposare per un ciclista?

Il periodo di riposo è il momento più amato dai professionisti, il più snobbato e temuto dai ciclisti amatoriali. Chiediamoci il perché! 

Il professionista dopo un anno di intenso lavoro necessita di staccare la spina in quanto deve ricaricare le energie per la nuova stagione.
Solitamente si concede 15-20 giorni di stop assoluto, che trascorre in vacanza per un miglior recupero fisico e mentale. Questo momento dell’anno è fondamentale per rispettare i principi di supercompensazione.

Dall'atleta amatoriale, invece il periodo di riposo viene spesso trascurato.

Finita la stagione agonistica, quest’ultimo cerca sempre un motivo per continuare a pedalare, con gli amici, in qualche altro trofeo invernale, o praticando il ciclocross. 
Questo atteggiamento purtroppo lo riscontro spesso tra i miei atleti i quali temono di perdere la condizione raggiunta durante l’anno appena conclusosi.

Per comprendere l’erroneità di ciò capiamo cos'è la supercompensazione:
con questo termine si intendono una serie di adattamenti fisiologici richiesti dall'organismo per tornare ad una condizione iniziale di benessere che lo riporta ad essere carico di energie dopo un periodo di intenso lavoro.
Per non subire l’affaticamento degli innumerevoli allenamenti a cui viene sottoposto il fisico si difende, ma per farlo richiede tempo. Risulta quindi di fondamentale importanza garantire un adeguato riposo.

L’allenamento provoca un’infiammazione che deve avere il suo decorso fisiologico al fine di ristabilire l’equilibrio nell'organismo.

Tengo a sottolineare che la supercompensazione non è un fenomeno isolato, ma interviene ogni qualvolta ci si sottopone ad un allenamento e successivamente si concede al fisico un momento di ristoro adeguato.
Vi sarete sicuramente chiesti perché le settimane pre-gara e il giorno pre-gara devono essere di scarico. La ragione risiede proprio in questo principio detto supercompensazione.

Possiamo dire che il riposo è il punto cruciale che crea un atleta oppure lo distrugge.
Il mio consiglio è quindi di dare retta alle sensazioni che si hanno, come miglior indicatore dello stato di forma. Bisogna imparare ad ascoltare i vari segnali lanciati dall'organismo e stabilire periodi di riposo tra gli allenamenti e le gare, aumentando i tempi di recupero con l’aumentare dell’intensità degli stimoli.

Stati influenzali, malesseri generalizzati, eccessiva sonnolenza e calo di peso possono essere dei segnali di un sovraccarico di lavoro che potrà essere causa di un calo di condizione inaspettato.

Il periodo di riposo offseason di sicuro nell'immediato diminuirà le capacità aerobiche e anaerobiche ma se ben programmato sarà di fondamentale importanza affinché queste siano velocemente ripotenziate e anzi si “alzi l’asticella” nell'anno successivo.

Vi sembrerà incredibile ma il riposo è la base per una grande stagione.