Molto spesso mi capita di discutere con ciclisti che soffrono di dolori cervicali, sia mentre pedalano, ma che persistono anche una volta scesi dalla bici.
Questo perché succede?
La parte cervicale della colonna vertebrale è formata da sette vertebre, la prima (Atlante) sostiene il cranio e assieme alla seconda sono responsabili dei movimenti di rotazione della testa. Le altre cinque vertebre invece regolano i movimenti di flessione del cranio. Durante la pedalata il cranio è iperteso e quindi i muscoli del tratto cervicale sono contratti. Questa contrazione, protratta nel tempo crea un eccessivo affaticamento dei muscoli stessi che provoca dolore andando ad interessare anche altri muscoli della schiena.
Detto ciò cosa si può fare se si soffre di questa problematica?
Prima di tutto consiglio di controllare la postura in bicicletta. Se si è “caricati sul manubrio” ossia si da troppo peso sulle mani si rischia di aggravare il carico della zona cervicale. Se il dislivello tra sella e manubrio è elevato, la punta della sella troppo alta o bassa e la distanza sella manubrio sono errate si può incorrere in questa tipologia di problema. In particolare se la sella è alta e il manubrio troppo basso si sposterà il baricentro eccessivamente avanti andando a far aumentare il peso sulle spalle. Allo stesso modo se la punta sella è alta, per evitare problemi di schiacciamento al perineo si cercherà di sollevare il bacino dalla sella andando a sostenersi con i muscoli della schiena. Con la punta sella bassa invece per evitare lo scivolamento frontale si aumenterà ancora una volta il lavoro dei muscoli dorsali e cervicali.
Anche la rotazione delle leve dei freni dovrà essere presa in considerazione. Si consiglia di solito che la punta della leva del freno sia allo stesso livello della piega inferiore del manubrio. In questo modo si crea un appoggio ottimale per le mani sulla leva stessa.
Le bici di oggi sono ormai particolarmente rigide e le strade rovinate. Questo è la causa di moltissimi problemi in quanto le vibrazioni vengono trasferite al corpo dell’atleta che se non si trova in condizioni muscolari ottimali rischia contratture nelle zone più sollecitate. Alta e bassa schiena risentono infatti di tutte le vibrazioni trasmesse direttamente da sella e manubrio alla colonna vertebrale.
Un mio consiglio è quello proporzionare gli allenamenti in bici con esercizi di rinforzo muscolare per la schiena ed esercizi di allungamento e stretching. Lo yoga è uno degli strumenti ottimali per fare tutto questo. Ovviamente anche un controllo biomeccanico sarebbe molto utile per prevenire questi dolori.