Oggigiorno, molto spesso, si presta troppa attenzione alla bici all'ultimo grido, al casco personalizzato o al capo tecnico dalla massima traspirabilità, senza pensare che una corretta postura quando si monta in sella è fondamentale per la comodità dell'atleta e per una miglior resa durante le Granfondo.
Quando si sale in bici esistono dei punti di contatto che, creando delle resistenze, permettono di sviluppare potenza e generare un movimento. Questi punti sono la sella, il manubrio e i pedali.
La giusta combinazione di distanze tra questi ci permette di avere il massimo rendimento e riduce al minimo il rischio di problemi (mal di schiena, dolori cervicali, crampi e fastidio alle ginocchia). La pedalata è un movimento a catena cinetica chiusa che, attivando i muscoli agonisti ed antagonisti contemporaneamente, è poco traumatica per l’articolazione che è sempre stabilizzata.
È di fondamentale importanza avere un giusto angolo di lavoro, che dev'essere personale e dipende dalla forma e dagli angoli della bici su cui si pedala. Persone diverse avranno necessariamente angoli diversi, in quanto l'elasticità muscolare è soggettiva e i segmenti corporei avranno misure mai uguali anche se magari l’altezza in cm sarà la stessa.
Se analizziamo una pedalata abbiamo due momenti fondamentali da prendere in considerazione: il momento di spinta e il momento di recupero.
Nella spinta abbiamo maggior attivazione del gluteo, gli estensori del ginocchio e i flessori del piede mentre nel recupero lavorano i flessori di ginocchio e anca ed i flessori del collo del piede.
La combinazione di entrambi e l’attivazione/disattivazione degli stessi permette il movimento della pedalata.
Avere la sella troppo alta o troppo avanti, potrebbe far allungare eccessivamente il femorale con conseguente disattivazione in fase di recupero, oppure potrebbe sovraccaricare il tendine rotuleo e portare ad avere delle patologie a carico di quest'ultimo.
Particolare importanza nella corretta pedalata si dovrà dare ai muscoli della parte superiore, che con la loro potenza stabilizzatrice saranno in grado di controllare i movimenti ondulatori di busto e bacino limitandoli al massimo e togliendo numerosi fastidi.
Non c’è da scherzare con il posizionamento in bici, ne va della salute delle vostre articolazioni e a rimetterci di conseguenza sarebbero anche le performances durante le varie competizioni che affronterete.
Io consiglio di affidarsi alle mani di biomeccanici esperti ogni qual volta si acquista una bici nuova oppure qualora si apportino modifiche (sostituzione manubrio, sella, pedali) ad una bicicletta sulla quale avevate già effettuato la messa in sella.
Ultima cosa, ma non per importanza, ricordate che il giusto assetto in bici riduce anche il dispendio energetico!!!
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